Il Dottor Faust di Marlowe e i Due Angeli: Un’Analisi della Dualità Umana in Risonanza con la Biga Alata di Platone

Ritorno a scrivere di Faust dopo aver riletto la magnifica opera teatrale di Christopher Marlowe, scritta nel 1570, ed aver riscontrato, nelle figure degli angeli, uno buono ed un cattivo, una analogia con i cavalli, uno bianco e uno nero, nella biga alata di Platone.

La figura di Faust, protagonista, come dicevo, dell’opera di Christopher Marlowe, rappresenta un archetipo intramontabile del conflitto interiore umano. Attraverso il patto con il diavolo, Faust acquista conoscenze e poteri illimitati, ma al prezzo della sua anima. In questo contesto, emerge una simbolica dualità incarnata dai due angeli, uno buono e uno malvagio, che lo consigliano lungo il suo cammino. Questa dinamica può essere paragonata alla “biga alata” di Platone, dove due cavalli, uno nobile e l’altro, di natura più turbolenta, rappresentano le forze opposte che abitano l’anima umana.

Nel Dottor. Faust di Marlowe, il personaggio di Faust è spinto dalla brama di conoscenza e dall’ambizione sfrenata. Questa ricerca lo conduce a stipulare un accordo con Mefistofele, il quale incarna le tentazioni e le forze oscure. Tuttavia, l’essenza di Faust non è unicamente quella di un uomo malvagio; è piuttosto la personificazione del desiderio umano di trascendere i propri limiti e aspirare a un divino o superiore. Qui entra in gioco la presenza dei due angeli.

I due angeli di Faust rappresentano le voci interne di ogni individuo: l’angelo buono incoraggia la virtù e la ricerca della salvezza, mentre l’angelo malvagio spinge alla corruzione e all’abbandono dei principi morali. Queste figure non sono solo rappresentazioni esterne della morale, ma riflettono anche il conflitto interno di Faust stesso. L’angelo buono tenta di dissuaderlo dal seguir la via del peccato, mentre l’angelo malvagio sfrutta la vulnerabilità di Faust, presentando opportunità allettanti di potere e successo, promettendo un’esistenza senza limiti.

Platone, nella sua opera “Fedro”, descrive l’anima umana come una biga alata guidata da due cavalli: uno nobile e virtuoso, l’altro selvaggio e ribelle. Questo mito platonico sottolinea la tensione tra ragione e passione, tra l’ideale e il materiale. Il cavallo nobile rappresenta la parte razionale dell’anima, mentre quello ribelle simboleggia gli impulsi più bassi. Allo stesso modo, nel dramma di Marlowe, Faust vive una lotta incessante fra le sue aspirazioni elevate e le forze degradanti che lo circondano.

La narrazione di Faust evidenzia come la ricerca della conoscenza, sebbene nobile, possa portare a conseguenze devastanti. Man mano che Faust avanza nella sua ricerca di potere e soddisfazione, la sua connessione con l’angelo buono si fa sempre più tenue, mentre quella con l’angelo malvagio cresce esponenzialmente. Questa progressione è fondamentale per comprendere la tragedia di Faust: la sua caduta non è solo fisica, ma soprattutto morale e spirituale.

La dialettica tra i due angeli offre una lente attraverso cui esplorare la conflittualità interiore che caratterizza la condizione umana. Ogni scelta che Faust compie è accompagnata da questa interazione tra le forze del bene e del male. L’istinto di seguire la propria ambizione si scontra costantemente con la necessità di mantenere un senso di moralità. Questo tema è universale e risuona in molti aspetti della vita: la lotta tra ciò che desideriamo e ciò che sappiamo essere giusto.

Un altro aspetto fondamentale della storia di Faust è l’inevitabilità del destino. Nonostante gli avvertimenti e le opportunità di redimersi, Faust sembra bloccato in un ciclo di decisioni autodistruttive. La sua traiettoria ricorda il volo della biga alata, dove la direzione finale dipende dalla forza e dal controllo dei cavalli. Alla fine, la mancanza di equilibrio tra i suoi impulsi e il suo ragionamento porta alla sua rovina.

Il legame tra i due angeli e la biga alata si manifesta anche nel simbolismo della scelta. Ogni angelo, con le proprie convinzioni, rappresenta le opposte strade che Faust potrebbe percorrere. La figura dell’angelo buono richiama il valore della coscienza e della responsabilità, mentre l’angelo malvagio simboleggia l’attrazione del potere disincarnato e dell’esistenza senza etica.

 l’opera di Marlowe presenta Faust come una archetipica rappresentazione della complessità dell’animo umano, una lotta continua tra bene e male, contenuta in un dialogo interno simile alla biga alata di Platone. La sua storia, purtroppo, non è solo quella di un uomo che vende la sua anima; è un monito sulla condizione umana, sull’importanza di trovare equilibrio tra le aspirazioni elevate e le pulsioni terrene. La figura di Faust, insieme ai suoi angeli consiglieri, ci invita a riflettere sulle scelte che facciamo e sulla direzione che prendiamo nella nostra esistenza. La lotta tra le brame e la virtù è una battaglia eterna, un viaggio che ognuno di noi deve affrontare nel corso della vita.

Gennaro D’Aria

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