MedMal in Italia, oltre 10 miliardi l’anno destinati alla medicina difensiva. A Caserta il convegno MAG Healthcare analizza l’impatto economico della responsabilità sanitaria

di Ezio Micillo

CASERTA – 9 ottobre 2025 – Oltre 10 miliardi di euro l’anno: è questa la cifra stimata che il sistema sanitario italiano destina alla medicina difensiva, un costo che rappresenta circa il 10% della spesa sanitaria complessiva e che evidenzia la portata economica del fenomeno della Medical Malpractice (MedMal).

Per analizzarne dimensioni, conseguenze e prospettive di riforma, si è aperto questa mattina alla Reggia di Caserta il Convegno MAG Healthcare, promosso dal gruppo assicurativo MAG, con la partecipazione di istituzioni sanitarie, rappresentanti del mondo assicurativo, magistrati e vertici del sistema sanitario nazionale.

Secondo le analisi IVASS, nel 2021 sono stati registrati in Italia oltre 17.200 sinistri di responsabilità civile sanitaria, per un mercato che supera i 300 milioni di euro l’anno in premi assicurativi. Il costo medio per sinistro si attesta intorno ai 41.639 euro, ma nelle strutture pubbliche raggiunge anche 76.000 euro.

A questi costi diretti si aggiungono gli oneri indiretti, spesso invisibili nei bilanci: degenze più lunghe, contenziosi giudiziari, perdita di produttività e liste d’attesa più estese, che generano un impatto stimato in centinaia di milioni di euro ogni anno.

“Il sistema della responsabilità sanitaria è oggi uno dei principali fattori di pressione economica sui conti della sanità pubblica – ha spiegato Pierluca Impronta, presidente di MAG –. L’obiettivo è individuare strumenti di gestione del rischio e modelli assicurativi sostenibili, in grado di ridurre il contenzioso e migliorare la qualità dell’assistenza.”

La Campania si conferma una delle regioni più colpite dal fenomeno. Con oltre 1.100 strutture ospedaliere e una gestione del rischio ancora disomogenea tra modelli autoassicurativi e coperture tramite polizze, la spesa assicurativa regionale supera i 60 milioni di euro all’anno.

Nel 2022 la Regione ha sostenuto oneri da contenzioso per circa 17,9 milioni di euro, tra i più elevati in Italia. Eppure, il sistema campano sta mostrando segni di reazione, grazie a programmi di formazione del personale, digitalizzazione dei processi e strumenti di gestione del rischio clinico volti a prevenire errori e ridurre il numero di sinistri.

Nel primo quadrimestre del 2025, la Campania ha erogato oltre 770 mila prestazioni sanitarie, un segnale di ripresa rispetto ai livelli post-pandemici, ma che mette in luce la necessità di coniugare efficienza e sostenibilità economica.

Le conseguenze economiche della MedMal si estendono ben oltre il risarcimento. Le complicanze ospedaliere e le infezioni correlate all’assistenza sono tra le principali fonti di costo indiretto. Ogni anno, in Europa, 3,5 milioni di pazienti contraggono infezioni durante il ricovero, con una degenza media prolungata di 8-10 giorni.

In Italia ciò si traduce in circa 2 milioni di giornate letto aggiuntive, con un impatto notevole sui costi di ricovero e sulle liste d’attesa. “Si tratta di un problema economico oltre che clinico – ha osservato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE –. La gestione del rischio clinico non è solo una questione di sicurezza del paziente, ma di sostenibilità complessiva del sistema sanitario.”

Durante il convegno, ampio spazio è stato riservato ai modelli internazionali di gestione del rischio. In Svezia e Finlandia, il sistema di indennizzo amministrativo riduce tempi e costi dei risarcimenti, rendendo il contenzioso un evento raro. Al contrario, in Italia il modello fortemente giuridicizzato comporta incertezza dei costi e una maggiore propensione alla medicina difensiva.

Secondo Roberto Esitini, Head of Specialty Healthcare di MAG, “serve un equilibrio tra tutela del paziente e sostenibilità economica. L’adozione di modelli di gestione del rischio e di un sistema di monitoraggio nazionale potrebbe ridurre in modo strutturale i costi della malpractice.”

L’appuntamento di Caserta riunisce figure di spicco del panorama sanitario e istituzionale, tra cui Germano Perito (DG AORN Moscati di Avellino), Antonio D’Amore (DG AO Cardarelli), Alessandro Delle Donne (DG Istituto Tumori Bari – IRCCS), Ferruccio Capalbo (Vice Procuratore Generale presso la Corte dei Conti in Campania) e Francesco Graziano (Magistrato della Corte di Cassazione).

Moderato dai rappresentanti di OMCeOAIOPACOP e dell’Istituto Superiore di Sanità, con la partecipazione di Velia Bruno, il convegno affronta un tema che tocca il cuore dell’equilibrio tra giustizia, sanità e sostenibilità finanziaria.

La sfida, condivisa da istituzioni e operatori, è quella di trasformare la gestione del rischio clinico da costo inevitabile a leva di innovazione. La riduzione della medicina difensiva, la digitalizzazione dei processi e la prevenzione degli errori clinici potrebbero liberare risorse preziose per la qualità dell’assistenza e l’efficienza del sistema.

Come ha concluso Impronta, “la MedMal non è solo un tema assicurativo o legale, ma un indicatore della salute organizzativa della sanità italiana. Comprendere e gestire i suoi costi significa investire in fiducia, trasparenza e qualità.”

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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