Sabato 4 ottobre 2025 tutta l’Italia celebra la Giornata Nazionale dei Locali Storici, l’appuntamento che invita il pubblico a scoprire luoghi unici attraverso visite guidate e racconti
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Locali Storici d’Italia, coinvolge 74 locali da nord a sud. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “la storia e il gusto d’Italia”: i locali storici, veri custodi di tradizione, hanno saputo tramandare ricette antiche, conservare sapori autentici e offrire ospitalità
In Campania Il Gran Caffè Gambrinus (visita guidata) nel 1890 venne ristrutturato in stile liberty dall’architetto Curri con splendidi affreschi e dipinti dei massimi pittori dell’Ottocento napoletano. Centro politico, urbano e morale della città: D’Annunzio scrisse i versi di “A vucchella”; Scarfoglio e Matilde Serao fondarono il quotidiano “Il Mattino”; sedevano Croce, Wilde, Marinetti, Hemingway, Sartre. Durante la Belle Époque si teneva lo spettacolo del Café Chantant e nacque l’usanza del caffè sospeso. Grazie alla famiglia Sergio che lo guida da 50 anni, è diventato tappa fissa dei Presidenti della Repubblica in visita a Napoli. Oltre al caffè espresso di antica tradizione napoletana, è da gustare il Caffè Nocciola, il primo caffè gourmet napoletano.
Il Ristorante Antico Francischiello 1909 (menù dedicato a pranzo e cena) di Massa Lubrense (NA), con le sue sale coloratissime, le preziose ceramiche e un panorama mozzafiato, è interprete di profumi e sapori della meravigliosa costiera. La sua cucina ha conquistato la duchessa Anna d’Aosta, Mastroianni, King Vidor, John Huston, Akira Kurosawa, Billy Wilder, Anthony Quinn, Lina Wertmuller e Pavarotti. Il comandante Achille Lauro, con la villa vicinissima, era un fedele. I giocatori del Napoli Jeppson, Altafini e Sivori accettavano il ritiro solo da Francischiello. Prodotti a km zero, ricette della tradizione come i famosi cannelloni e la delizia al limone sono il gusto di questa cucina che esalta i prodotti freschi della propria terra.
Tempio della pizza e delle ricette napoletane, Umberto Ristorante dal 1916 (visita guidata con degustazione) conserva la bella sala Anni Trenta, dove il genio matematico Renato Cacciopoli, nipote di Bakunin, riuniva a tavola i più bei cervelli dell’Istituto matematico napoletano, come Cafiero, Greco e Stampacchia. I suoi sapori hanno conquistato l’imperatore del Giappone Akihito, Kennedy, Anthony Quinn. Da gustare gli Scialatielli mediterranei, con tonno rosso mediterraneo cotto e crudo, pomodoro, stracciata di bufala campana, basilico e crumble al pomodoro del piennolo e la Pizza Costa d’Amalfi con alici marinate, Provola di Agerola e polvere di limone di Amalfi IGT.
umento nazionale dal 1993, la Fabbrica cioccolato Gay-Odin (omaggio a tutti i visitatori) fu fondata nel 1894 dal confettiere piemontese e svizzero d’origine Isidoro Odin con la moglie Onorina Gay. Amata da Oscar Wilde nella sua sosta a Napoli del 1897, dal poeta di Giacomo e da Eduardo De Filippo, genio della commedia napoletana, conserva vetrina floreale, arredi in mogano, macchinari e ricette d’inizio Novecento. Da gustare il Cioccolato Foresta, un’icona del cioccolato artigianale napoletano, strati sottilissimi di cioccolato lavorati a mano per creare la sua forma unica che ricorda il tronco di un albero. Friabile, leggero e ricco di gusto.
Fondato da Donna Emilia nel 1919 in posizione incantevole sul mare e di fronte a Castel dell’Ovo, il Ristorante La Bersagliera dal 1919 (visita guidata con degustazione) è uno dei ristoranti più suggestivi di Napoli. La sala, autentico gioiello liberty, conserva stucchi, pavimento e arredi realizzati dalle maestranze impegnate nei lavori del palazzo disegnato dall’architetto Coppedé. In 100 anni di attività questa Casa continua ad accogliere personaggi della cultura e dello spettacolo, come testimoniano le foto, i preziosi libri delle firme o la presenza in scene di vari film, tra cui “Viaggio in Italia” di Rossellini. Guidata dalla stessa famiglia da tre generazioni, La Bersagliera è stata inserita dall’Accademia Italiana della Cucina tra le Buone Tavole della tradizione, quei luoghi che custodiscono i valori proponendo ricette semplici e genuine del territorio e l’antica ospitalità partenopea.
Sono pochissime le famiglie di pizzaioli che attraversando l’Ottocento e il Novecento sono arrivate ai giorni nostri. Raggiunge la quarta generazione il Ristorante Pizzeria Mattozzi (menù dedicato) dal 1833 a Piazza Carità. Monumento della vera pizza e amatissimo locale di letterati, artisti e politici come Alcide De Gasperi, Francesco De Santis, Giuseppe Marotta. Per servire Napoli e il mondo: la cucina tradizionale napoletana, il gusto del pescato fresco di mare, la mozzarella di bufala, regina della dieta mediterranea e la vera pizza napoletana cotta nell’antico forno a legna a vista.
Dal 1288, più di 700 anni di vita, la Locanda del Cerriglio (visita guidata) antica taverna del porto di Napoli racconta, tra i tanti episodi, quello più emblematico: il 24 ottobre del 1609, all’uscita da una cena, il Caravaggio venne assalito e sfregiato. Conserva l’antica sala, la cantina sotterranea a volta, le salette al piano superiore che hanno visto Giambattista Basile, autore di “Lo cunto de li cunti”, l’alchimista Giambattista Della Porta, Giulio Cesare Cortese, autore del poema “Il Cerriglio ‘ncantato”, e Benedetto Croce. A tavola si servono le Polpette al ragù napoletano, le Candele spezzate a mano alla genovese, la Zuppa di fagioli e scarole, i Babà e la Pastiera napoletana della tradizione.
ADRIANO CASOLARO



