Domani al DIG Festival di Modena Edwy Plenel:
con il suo Médiapart fece le prime inchieste sul caso Sarkozy.
Attesa per Francesca Albanese e la giornalista messicana Anabel Hernandez
Giornata di grandi nomi quella di domani a Modena al festival del giornalismo d’inchiesta.
Targets è il titolo di questa XI edizione di DIG – fino al 28 settembre a Modena – dedicata ai
giornalisti e alle giornaliste che sono stati trasformati in bersagli per aver rifiutato di piegare la
testa, a chi è sotto attacco perché documenta e denuncia, in Palestina e nel resto del mondo.
Proiezioni, talk, mostre e la premiazione dei DIG Awards 2025: alla presenza della giuria
internazionale di DIG presieduta da Edwy Plenel vengono assegnati i premi delle sei categorie
di concorso video e audio e il progetto vincitore dei 15mila euro messi a disposizione dal DIG
Pitch
I principali talk di domani

“Una solitudine troppo silenziosa. La violenza del potere contro il giornalismo
investigativo” è il tema del talk con Anabel Hernández, Edwy Plenel, Alberto Nerazzini. Tre
voci, tre Paesi – Messico, Francia e Italia – e un referto universale, segnato dal peso delle
aggressioni e delle minacce, non solo giudiziarie, dalla macchina del fango, dalle varie forme di
censura e autocensura. È il prezzo ancora troppo alto della libertà e dell’integrità. L’incontro
offre poi l’occasione di conoscere da vicino due ospiti eccezionali di DIG Festival, membri della
giuria internazionale 2025: Anabel Hernández, che rischia la vita per fare il suo lavoro,
sfidando la corruzione della politica e la potenza dei cartelli dei narcos, e Edwy Plenel,

chiamato a presiedere la giuria con la sua carriera cinquantennale subissata dagli attacchi ma
soprattutto dai successi, giornalistici ed editoriali: Mediapart, la testata digitale che ha
cofondato nel 2008 e diretto per sedici anni, con l’indipendenza, e senza la pubblicità, ha
resistito alla crisi della stampa francese, e oggi è più forte che mai (alle 12 al Teatro del
Collegio San Carlo).
Nel talk “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio” si confrontano
Francesca Albanese, Louis Theroux, Duccio Facchini, Alberto Nerazzini. Francesca Albanese,
relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati dal 2022, ha pubblicato il 16 giugno
2025 il suo rapporto dal titolo “From Economy of Occupation to Economy of Genocide”

(Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio). Il documento denuncia la
complicità economica di imprese, università e attori finanziari nel sostenere il progetto
coloniale israeliano e la sua evoluzione verso un’economia del genocidio (alle 15.30 al Teatro
del Collegio San Carlo).
Francesca Albanese presenta poi il suo libro “Quando il mondo dorme (2024)” dove intreccia
analisi politica, diritto internazionale e testimonianza diretta per raccontare la realtà della
Palestina contemporanea. è un atto d’accusa contro l’indifferenza globale di fronte a
occupazione, apartheid e guerra, ma anche un invito a difendere il diritto internazionale e la
dignità dei popoli (alle 18.30 presso la sede dell’Associazione DIG, in via Santa Chiara 14).

L’etichetta undercover rimanda subito a travestimenti, false identità e telecamere nascoste,
tutte cose che creano una separazione netta dal resto del giornalismo. Eppure, in realtà, i
confini sono molto più sfumati. Nell’incontro “Ogni giornalista è (in fondo) un giornalista
undercover” Luigi Scarano, Sacha Biazzo, James Kleinfeld, Ulla Sätereie, Valentina si
chiedono se davvero ha senso trattare il giornalismo sotto copertura come qualcosa di distinto,
o ogni inchiesta è, in fondo, una negoziazione tra la necessità di trasparenza e occultamento?
Non sono forse le omissioni, l’accesso, la fiducia e persino l’inganno elementi presenti in tutte
le tecniche giornalistiche? Questo panel apre un dialogo a quattro voci su rischi, etica e
metodo, trasformando il giornalismo nell’oggetto della sua stessa indagine: è il metodo che il
giornalismo teme di più o quello di cui non può fare a meno? E perché, nell’era della

sorveglianza, proprio lo strumento pensato per penetrare nei sistemi più inaccessibili è ancora
così contestato? (alle 16 al Collegio San Carlo, Sala Demontis).
DIG Awards 2025: «Targets». Cerimonia di premiazione
La cerimonia di premiazione – a partire dalle 21 presso la Chiesa di San Carlo a Modena – è il
momento culminante e più solenne di DIG Festival, in cui vengono annunciati i documentari e il
podcast vincitori dei DIG Awards. Durante la cerimonia, condotta da Valerio Bassan e Philip Di
Salvo e alla presenza della giuria internazionale di DIG e di tutti i finalisti, verranno assegnati i
premi delle sei categorie di concorso video e audio e il progetto vincitore dei 15mila euro messi
a disposizione dal DIG Pitch. Durante la cerimonia, sarà annunciato anche il Watchdog Award,
il premio che il Direttivo di DIG assegna al progetto giornalistico, o alle persone, che nell’anno
precedente si sono distinti nel difendere i valori del giornalismo e nel mantenerne viva la
missione. La cerimonia di DIG Festival, però, è anche una celebrazione stessa del giornalismo e
di DIG Festival che, nella cornice unica della Chiesa di San Carlo, offre un momento
emozionante e partecipato per il pubblico, la città, e la famiglia allargata del festival.

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