”Wines” Terra di Lavoro: un brindisi regale che racconta un territorio

di Ezio Micillo

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi e, al tempo stesso, rigenerarsi. La Reggia di Caserta, con i suoi viali infiniti e il suo bosco antico, è uno di questi. Ed è proprio qui, tra le geometrie perfette del palazzo borbonico e i profumi della natura che lo circonda, che dall’11 al 13 ottobre andrà in scena la quarta edizione di ”Wines Terra di Lavoro”.

Un evento che non è solo una manifestazione sul vino, ma un vero e proprio viaggio nella memoria e nel futuro di una terra che da secoli custodisce il segreto della vite e lo offre, in calice, a chi sa ascoltarne le storie.

La presentazione ufficiale si è svolta alla Castelluccia, piccolo gioiello architettonico nascosto nel Bosco vecchio della Reggia. Un luogo intimo, quasi segreto, scelto non a caso. Lì dove un tempo si allenavano i giovani principi, oggi si allenano le idee, le passioni e i progetti per il futuro della viticoltura casertana.

Antonella Amodio, giornalista e scrittrice, con una passione innata per la cucina e appassionata al mondo del vino, ha moderato i lavori annunciando lo svolgimento della IV edizione della manifestazione sottolineando l’importanza dell’evento e l’opportunità, offerta al grande pubblico, per un assaggio di quelle che sono definite le perle dei vitigni campani. Fresco di stampa, e già molto richiesto, il suo nuovo secondo volume di ”Calici & Spicchi” che descrive gli abbinamenti del vino con la pizza, in Italia ed all’estero, indicando oltre 100 indirizzi italiani, dall’Alto Adige alla Sicilia, di ristoranti che propongono una lista completa della ”nobile bevanda”.

Cesare Avenia, presidente del consorzio VITICA, ha introdotto il tema annunciando importanti novità per questa edizione che vedrà la presenza di molti produttori campani presenti con i loro vini ai banchi di degustazione:

  • ”Con questa edizione vogliamo fare un salto di qualità, non semplici banchi d’assaggio, ma spazi di confronto con chi opera ogni giorno in vigna. I produttori casertani non devono essere solo custodi del passato, ma attori del futuro. Dialogheremo con operatori nazionali, buyeur internazionali, giornalisti, appassionati, e vogliamo che emergano le identità forti dei nostri vitigni. I vini di Terra di Lavoro hanno radici antiche, ma la strada verso il riconoscimento è ancora da percorrere insieme”.

In queste parole si avverte una spinta collettiva: il consorzio non è un soggetto separato, ma ponte tra chi produce e chi promuove, tra il fare e il raccontare.

Ad accogliere la manifestazione è stato anche il Direttore della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, che ha concesso il patrocinio dell’istituzione al progetto. Le sue parole hanno dato un senso profondo alla collaborazione:

  • ”La Reggia non è soltanto un monumento da ammirare, ma un luogo vivo, che dialoga con il territorio e con le comunità che lo abitano. Ospitare ”Wines Terra di Lavoro” significa unire la grandezza del nostro patrimonio culturale alla forza vitale dei vini casertani, in un abbraccio che celebra identità e futuro”.

Al loro fianco, l’AIS Campania ha confermato la propria presenza e il proprio supporto tecnico, sottolineando l’importanza di una formazione qualificata e di un approccio professionale alla degustazione. I sommelier della delegazione regionale guideranno alcuni momenti dell’evento, offrendo al pubblico la possibilità di comprendere non solo i sapori, ma anche le storie e le peculiarità che rendono unici i vini di questa terra.

A Maria Felicia Brini, brillante e lungimirante produttrice purtroppo scomparsa, sarà dedicato il premio riservato a ristoranti e pizzerie che meglio avranno promosso la conoscenza e diffusione dei vini di Terra di Lavoro. Ma un riconoscimento speciale verrà anche consegnato alle aziende con vini selezionati e segnalati da guide e testate di settore, nazionali e internazionali, a testimonianza della volontà di promuovere sinergicamente il territorio, i vini e il lavoro dei viticoltori.

Quest’anno la parola chiave è Next Wine. non solo degustazioni, ma dialoghi, confronti, visioni. I produttori diventano narratori, gli esperti facilitatori di pensieri, i visitatori viaggiatori curiosi.

I forum e i talk previsti non parleranno soltanto di vitigni e vinificazioni, ma anche di sostenibilità, turismo, mercati emergenti. Perché il vino non è mai solo vino, è economia, cultura, paesaggio, identità.

E ci sarà spazio anche per l’inaspettato: una degustazione alla cieca per gli stessi produttori, chiamati a riconoscere e valutare i loro vini tra quelli dei colleghi. Un gioco serio, che diventa occasione di riflessione, autocritica e crescita.

Dietro ogni bottiglia ci sono mani, fatica, speranza. Quest’anno ancora una volta le cinque denominazioni tutelate dal Consorzio VITICA saranno le protagoniste: Asprinio di Aversa, Falerno del Massico, Galluccio, Roccamonfina, Terre del Volturno.

Nomi che non sono semplici etichette, ma geografie dell’anima, ognuna con la sua voce: l’asprinio con la freschezza delle vigne maritate ai pioppi, il Falerno che porta l’eco degli antichi banchetti romani, il Galluccio che nasce dalle ceneri vulcaniche, il Roccamonfina che sa di boschi e colline, le Terre del Volturno che uniscono fiume e campagne in un abbraccio fertile.

Chi varcherà la soglia della Reggia nei giorni di ottobre non troverà solo calici e banchi d’assaggio. Troverà un dialogo aperto tra passato e futuro, tra un palazzo che rappresenta la grandezza di un regno e un vino che racconta la resilienza di una comunità.

Camminare nel cortile reale con un calice in mano significherà assaporare non solo un prodotto, ma un’intera storia fatta di vigne, famiglie, gesti antichi e innovazioni moderne.

Proprio per questo Wines Terra di Lavoro non è un evento elitario. È una festa popolare nella sua forma più elegante. Un invito ad assaggiare, conoscere, scoprire. Perché il vino, quando è autentico, non divide ma unisce.

E così, tra le mura della Reggia, il prossimo ottobre non si stapperanno soltanto bottiglie, si stapperanno emozioni, ricordi, sogni. E ogni sorso sarà un brindisi alla terra, al lavoro, e al futuro che da qui può nascere.

Insomma si preannunciano tre giorni di infinite emozioni.

Un brindisi collettivo ha concluso l’incontro, dando il via al conto alla rovescia, la macchina di Wines Terra di Lavoro è ufficialmente partita.

L’organizzazione dell’evento è stato affidato alla nota agenzia di stampa Floriana Schiano Moriello un nome, una garanzia.

© Ezio Micillo giornalista e fotoreporter

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