Napoli, la riforma che non c’è: le Municipalità silenti escluse dal dibattito.
Negli ultimi mesi il dibattito sulle Municipalità di Napoli si è acceso, non solo per le riforma di cui saranno
oggetto, ma anche per il tema dei costi connessi alla politica locale. Ne parliamo con il Consigliere Giancarlo
D’Errico della Municipalità 1, per fare chiarezza su ruolo, organizzazione, compensi e prospettive di riforma.
Consigliere, qual è oggi il ruolo concreto delle Municipalità nella gestione della città di Napoli?
Le Municipalità sono il primo presidio istituzionale sul territorio. Siamo il punto di riferimento per i cittadini
quando si tratta di problemi quotidiani, dalla manutenzione delle strade alle scuole, fino alla promozione di
iniziative locali. Tuttavia, il nostro margine d’azione è spesso limitato da risorse e competenze insufficienti.
Negli ultimi mesi si è parlato molto dei costi della politica locale e dei compensi di presidenti, assessori
e consiglieri municipali. Può chiarire come funziona?
È giusto fare chiarezza. Il presidente di Municipalità ed i suoi assessori, dei quali tre sono nominati ed uno
scelto tra i consiglieri eletti con funzione di Vice Presidente, percepiscono un’indennità invece, I consiglieri,
non hanno uno stipendio fisso ma ricevono un gettone di presenza per ogni seduta di Commissione o Consiglio
a cui partecipano, fino ad un massimo di 28 gettoni al mese. Inoltre, per i consiglieri che sono lavoratori
dipendenti, il Comune rimborsa ai datori di lavoro le ore di assenza per attività istituzionale.
È importante sottolineare che la maggior parte dei consiglieri lavora con serietà e dedizione, spesso senza
strumenti normativi adeguati.
Guardando al futuro, quali sono le priorità per la riforma delle Municipalità?
Le sfide derivanti dalle riforme nazionali ed europee, anche in materia di rifiuti, energia e pianificazione
urbana sostenibile, hanno spinto a rivedere i modelli di sviluppo urbano e di gestione dei servizi pubblici,
determinando la necessità di rivedere e migliorare i processi di partecipazione civica alle decisioni
amministrative. Tuttavia, senza una reale autonomia finanziaria, che oggi alle dieci Municipalità di Napoli
manca, è molto difficile rispondere in modo efficace a queste nuove esigenze.
E sul piano politico, cosa sta accadendo?
C’è da evidenziare una grave responsabilità politica: dall’inizio dell’ anno 2022, quando è stata istituita in
seno al Consiglio comunale la Commissione consiliare Speciale Paritetica “Revisione dello Statuto e dei
Regolamenti – Riforma delle Municipalità per lo sviluppo partecipato locale” con il compito di approfondire
e concertare la riforma dello Statuto Comunale, ad oggi non è stata ancora votata in Consiglio comunale alcuna
riforma. Ancor più grave è che le Municipalità non sono state coinvolte nel processo, nemmeno per esprimere
un parere a riguardo!
E ora, come se non bastasse, la Giunta comunale si appresta a presentare in Consiglio una delibera con cui
intende riformare ad nutum gli enti municipali, senza alcun confronto reale con i territori. È altrettanto
preoccupante il silenzio delle presidenze delle Municipalità, che non si sono esposte pubblicamente né hanno
difeso il ruolo istituzionale che rappresentano. Questo atteggiamento passivo rischia di legittimare un processo
di riforma calato dall’alto, che svuota le Municipalità della loro funzione democratica e partecipativa.
In che modo la politica locale può recuperare fiducia e avvicinarsi di più ai cittadini?
Serve più trasparenza e partecipazione. Stiamo lavorando per rendere le attività istituzionali più accessibili,
coinvolgere le associazioni e promuovere momenti di ascolto diretto. La fiducia si costruisce con il dialogo e
la presenza costante sul territorio. Ma senza strumenti e risorse adeguate, anche la partecipazione rischia di
restare solo sulla carta e lasciare spazio alla frustrazione per l’impegno profuso invano.
Si ringrazia il consigliere Giancarlo D’Errico per la disponibilità. Il confronto su costi, trasparenza e riforma
delle Municipalità resta aperto, ma il dialogo con i cittadini ed i loro rappresentanti nelle Istituzioni è il primo
passo per una città più efficiente e partecipata.
