Ho letto con piacere i vari articoli culturali di Gennaro D’Aria ‘o masto d”a pizza. Tutti mi hanno affascinato per l’ampia impronta culturale e, di umana sincerità, che fa di Gennaro, come dicono in tanti, in primis Teresa Iorio, campionessa del mondo e sua grande amica, una persona unica in questo mondo senza più interesse per ciò che è bello, per ciò che è umano, ma un mondo che va sempre più in basso nello sfacelo e dove il telefonino la fa da padrone dove diventando un oggetto di crimine sociale, come dice Gennaro, allontanando le persone porta sempre di più disumanità e violenza. Diventando uno schermo diseducativo.

Oltre agli articoli, bellissimi, di cultura. dalla filosofia alla psicologia alla letteratura, ho letto con piacere l’articolo dedicato al suo direttore dott. Alberto Alovisi per il premio ricevuto e quello dedicato al giornalismo pubblicato ieri. 

Siccome mi trovo fuori Napoli e non mi è possibile incontrare Gennaro gli ho “assegnato” come si faceva a scuola, un tema:

Il mio mondo tra recitazione, musica, poesia, scrittura e giornalismo

e lui mi ha risposto in inviandomi lo svolgimento.

“Se c’è un posto in cui mi sento davvero vivo, è quello in cui le parole danzano al ritmo di emozioni, dove ogni verso di poesia si trasforma in una melodia e dove la recitazione diventa un viaggio nell’anima. Il mio mondo è un mosaico di passioni che si intrecciano, creando un panorama affascinante e coinvolgente.

Il canto è stata la mia prima passione. Dopo ver studiato il io debutto avvenne a San Prisco, Caserta, in una festa patronale. Poi la recitazione è stata   l’amore profondo, come quello per una donna. Il fascino di immedesimarmi nella vita di un personaggio è stato anche un meccanismo culturale di psicologia e studio del personaggio. Ricordo il battito del cuore mentre calpestavo il palcoscenico per la prima volta; le luci, gli applausi e l’energia del pubblico creavano un’atmosfera magica. Ogni personaggio che ho interpretato ha lasciato un’impronta nel mio spirito, permettendomi di esplorare sfumature dell’essere umano che altrimenti sarebbero rimaste nascoste. Attraverso i loro occhi, ho imparato a vedere il mondo da angolazioni diverse, a provare empatia e a comprendere le lotte e le gioie degli altri.

Ma non è solo la recitazione a colmare il mio cuore. La musica è un’altra forma d’arte che mi fa vibrare nel profondo. Quando ascolto una melodia, è come se il tempo si fermasse. L’armonia delle note mi trasporta in un universo parallelo, dove posso esprimere sentimenti che a volte le parole non riescono a catturare. Scrivere canzoni è come dare vita a piccole storie: ogni testo racconta di esperienze vissute, sogni, speranze e dolori. La musica diventa quindi una compagna fidata nei momenti di gioia come in quelli di tristezza.

A fianco della musica, c’è la poesia: un luogo sacro dove i pensieri possono prendere forma. La poesia è per me un rifugio, un modo di mettere ordine nel caos del mondo. Ogni parola scelta con cura diventa una pennellata su una tela emotiva. Scrivere poesia è come tessere un sogno, una connessione diretta con l’anima, un richiamo all’introspezione. Attraverso la poesia, posso trasformare anche le esperienze più ordinarie in qualcosa di straordinario.

E poi c’è il giornalismo, scrivo articoli da quando avevo 16anni. Ho pubblicato su molteplici giornali di ognuno dei quali avevo la tessera. Sono stato responsabile di Radio Emme per il settore spettacolo. Intervistavo attori, registi, commediografi, cantanti. La mia passione per la verità e l’informazione mi ha coinvolto in tante piacevoli battaglie anche politiche. Una buona parte dei giornalisti di oggi sono quasi tutti “pennivendola” quello che Oriana Fallaci odiava e che per non essere una pennivendola si licenziò dal giornale dove lavorava. Oggi avviene il contrario, prendono la tessera stampa per essere dei pennivendoli.  Ci sono addirittura persone meschine le quali utilizzano la tessera per mangiare gratis nei ristoranti. Accattoni!

Raccontare le storie del mondo, portare alla luce ingiustizie e speranze, dare voce a chi spesso non ne ha, è una responsabilità che porto con orgoglio. Scrivere articoli è come recitare un copione di vita reale, dove ogni intervista, ogni racconto, contribuisce a narrare il grande affresco dell’umanità.

La penna diventa un’arma potente, capace di ispirare cambiamenti e consapevolezza.

In questo labirinto di arte e comunicazione, trovo me stesso. Non so fare nient’altro, eppure sento che questo amalgama di passioni definisce chi sono. Ogni giorno, mi arricchisco delle esperienze che vivo e delle storie che raccontano chi siamo, chi eravamo e chi possiamo diventare.

Il mio mondo è un palcoscenico vasto e complesso, un concerto di voci e stili, di emozioni e idee. E in questa sinfonia di espressioni artistiche, continuo a cercare, vivere e sognare.”

E qui Gennaro si è fermato con la sua scrittura. Ma prometto a me stessa di continuare il discorso perché Gennaro ha molto da dire da raccontare e da denunciare. 

Tiziana Ferraro

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